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ciao!!!

Sono Rosario Guala, ci abbiamo conosciuto a Bandita en Agosto, non so si mi ricordate, io sono uruguayana e cercavo parenti con il mio cognome Guala, vi dirò che li ho trovati!!!! sono molto felice, ho trovato cugini secondi dil mio papa, e mi hanno rigalato una fotografia dove era il mio papa, mio nono e mia nona, è stato molto emozionante!!!! Voglio ringraziare signore per la sua ospilità, mi hai fato sentire como in famiglia e mi hai aiutato molto nella "ricerca". Buone feste per tutti voi, e vi auguro un meraviglioso 2008, e spero di vederli pronto

Rosario Guala.(roguala@yahoo.com)

ps, vi invio una fotografia che mi ho pressa con mie nuovi parenti

(foto inserite nell'album ricordi: ALBUM -> FOTO RICORDO)

Uruguay, 26 dicembre 2007

Un ringraziamento particolare al webmaster per il suo preziosissimo lavoro di mantenimento del sito di Bandita

Grazie al sito ho ritrovato una cara amica di gioventù di cui avevo perso contatti da anni.

Grazie moltissimo

Irene (dei Vercellini)

Bandita, 3 settembre 2007

Avrei piacere di poter vedere queste mie nell'album di questo meraviglioso sito, che mi evoca emozioni indescrivibili. Grazie mille Luca

Foto di quando eravamo ragazzi l'anno dovrebbe essere il 1981

Nella foto con l'impennata, io Luca con la vespa di Paolo Balzamà di Testacalda e Alessandro Gallo per gli amici Aleino ed ancor prima detto Sanguetta.

Nella foto di guppo dal basso verso l'alto Pratolongo Maurizio alias Yuri Ottonello Enrico alias Drughez Balzamà Paolo Io alias Luca Tonini Katia Ivaldi Viviana Murena Cristiano

(foto inserite nell'album ricordi: ALBUM -> FOTO RICORDO)

Luca Gennari (lucagennari@yahoo.it)

Genova 18 agosto 2007

  

Dedicata a Irene dei Vercellini.

Casualmente mi sono ritrovata sul sito di Bandita ,e curiosando le sue rubriche In quel "mi ritorna in mente" tra quelle righe ti ho riconosciuta ,ed è stato un tuffo al cuore un riaffiorare di ricordi.

In quella frase ,mi ci sono rivista anche io ,che ragazzina come te ,nei primi anni sessanta nel periodo estivo ero ospite della cara Flaminia Ravera "la sua citazione mi ha emozionata"e la ricordo protettiva ,prodiga di insegnamenti tesoro prezioso nel percorso della mia vita.

Ti ho conosciuto lì ,in quel piccolo gruppo di case allegro e vitale ,

con la tua bella famiglia ,la porta sempre aperta ed un sorriso che ha coinvolto anche me . io, schiva e impacciata, tu bella ,solare e laboriosa . insieme in quel periodo amiche inseparabili , complici di piccoli segreti e di sogni da realizzare.Felice ,lo hai scritto in una lettera in cui sprizzavi gioia felicità ,amore per il tuo Domenico che mi ha commossa alle lacrime .

Non ti ho risposto...non subito.

Quel sessantotto mi aveva stravolto l'esistenza e quando mi sono decisa a farlo, non abitavi più a quell' indirizzo.

Negli ultimi anni diretta a Bric Berton dove soggiornano degli zii ho ritrovato Bandita e al bivio della Madonnina è un rito ,svoltare e salire sù, fino al paese ,alla chiesa di San Rocco ,per poi ridiscendere scrutando quel piccolo borgo ospitale "ora silenzioso"curiosa di incontrare uno sguardo conosciuto.

L 'anno scorso forse un segno del destino ero li nel momento del tuo dolore che ho scoperto affisso al muro della Madonnina.

Non mi dilungo ,chissà se avrai modo di leggere le mie parole ,quanti anni sono trascorsi...proprio tanti.

Mi tornano in mente ,splendidi ricordi...

Ciao Irene ti abbraccio

Mariuccia. (mariuccia.a@libero.it)

Modena 1 agosto 2007

  

Eravamo negli anni 1948-1949 quando si veniva a Bandita a villeggiare durante le lunghe estati( con le cicale ) per stare un poco a contatto della natura,per andare a pescare nel Meri e anche per andare a funghi.

Di quei tempi passati ho ancora adesso vivi ricordi e anche un po di malinconia,pensando alle persone di allora che popolavano le varie borgate, iniziando da Bercheria,dove vivevano Uanin,Ernestin e Adriana con le loro mucche.

A casa Gallo c'era la Garitta,Bruscin e Tugneta,Tanin,la Manin poi Marina con Pedrulu (noi bambini ne avevamo paura perche sembrava un orco ma era buonissimo ) poco piu' su',a casa Vagge,viveva Giuanulu e tanti altri di cui non ricordo piu i nomi ma ne ricordo i volti.

Al Colletto poi, ricordo Pieran, Mecco, Pinin che faceva il muratore e poi scendendo dopo il bricco di mezzo era la borgata di Veline,popolosa e nascosta alla vista di chi scendeva verso il mulino.

In borgata Alzin vivevano il vecchio Culin e Neglia (che faceva la pedona a Genova portando uova e formagette ).

Quindi piu giu verso il Meri ricordo ancora bene i nomi di Giuanetta, Giulin e Erminia, infine Ernesta che se ne e andata lo scorso anno alla veneranda eta' di 99 anni.

Oggi,che dopo 30 anni di residenza,mi sento bandieu a tutti gli effetti, siamo rimasti in pochi a vivere e combattere da queste parti e con poche speranze di essere rimpiazzati, si, forse le bozzere e le viazze avranno la meglio, nonostante la tecnologia.
 

Enrico 06/03/2006

  

l'avete mai sentita:

"e le cose in fantùs

le nizore son pà nus

e le nus son pà nizore

e gli amsè e gli amsè

e gli amsè son pà le none

e le none son pà gli amsè

son pà gli amsè

anca la tera l'è pà il zè

e il zè l' è pa la tere

e la pas e la pas

la pas l'è pa la guera

e la gura l'è pà la pas

l'è pà la pas

anca la bucca l'è pa il nas

e il nas l'è pà la bucca

e il fis e il fis e il fis

l'è pà la rucca

ecc...ecc..."

me la cantava mia nonna nata a morbello nel 1907. a lei la cantava suo padre, sempre di morbello (1867).

Gianni  20/06/2005

  

Ricordo l'estate del '61 a Bandita quando -piccolo villeggiante genovese alloggiato con i genitori in Paese- vidi arrivare un camion che scaricò una enorme massa nera.

Lavorata, lisciata, opportunamente trattata da quegli uomini giunti quel giorno col camion, la massa nera si trasformò in una fettuccia che aveva eliminato il ciottolato preesistente così scomodo per chi doveva transitare lungo la via.

La strada di Bandita era diventata simile a quelle di Genova.Gli adulti- banditesi e genovesi-affermavano che era ''finalmente l'ora'', che l'asfaltatura della strada era un modo razionale per congiungere il paese con le contrade vicine......... 

Sono passate 41 estati da quel giorno (a proposito sono uno dei villeggianti più ''anziani'' in quanto frequento Bandita dal 1958...) ma il ricordo di quell'evento e' rimasto molto vivo nel mio cuore.............. Quest'anno la Milano-Sanremo e' passata lungo le strade di Bandita (fino al bivio Madonnina) per andare verso gli aspri tornanti del Brick Berton...... Il Giro d'Italia potrebbe passare per queste amate strade che conosco come e più di Genova....... spero che l'aver scoperto un gioiello della natura come Bandita da parte dei ''grandi dello sport'' non porti ad una perdita di quella genuinità che ancora contraddistingue questo Borgo. 

Vorrei poter tornare bambino e rivedere mio padre, i miei nonni in villeggiatura a Bandita......rivedere i vecchi banditesi che nella loro semplicità mi hanno insegnato a rispettare la natura, gli animali, le stagioni, i prodotti della terra.........

Mistroni

  

Queste   poche   righe   sono  state  scritte da Giorgio della  "Casa Colla" a ricordo del centenario della costruzione  della  Chiesetta della Madonnina”

A Giorgio si unisce anche Irene "dei Vercellini" con un suo ricordo.

GIORGIO: Nell'anno 1954, nei giorni di Giovedì – Venerdì – Sabato – e Domenica dell’ultima settimana di agosto, in occasione del centenario, vi furono dei festeggiamenti.

Il Parroco di allora Don Angelo Barba chiese la collaborazione e l’aiuto di tutti parrocchiani.

Venne fatto venire Padre Giorgio da Cartosio, che era un bravo Erborista, nelle ore libere dalle funzioni raccoglieva le erbe dei nostri prati.

Con il suo aiuto fu addobbata la statua della Madonna, fatto illuminazioni, tante bandierine e tanti manifesti con la scritta W MARIA.

I festeggiamenti cominciarono il giovedì dopo il tramonto, con la Santa Messa in Parrocchia officiata da Padre Giorgio, a Funzione finita era quasi buio, quando tutti i fedeli partirono dalla Parrocchia con una fiaccolata e la Statua della Madonna portata a spalle da 4 Signorine e 4 Ragazzi, in  modo da darsi  il cambio e arrivarono fino alla Borgata Colletto con canti e Preghiere, in quel luogo ci fu un una breve sosta e Padre Giorgio, fece una bella predica sui Miracoli di Gesù. Quindi, ripresa la via del ritorno,  si  giunse  alla Chiesetta della Madonnina dove fu sistemata la Statua, tutte le torce e le candele ed anche qualche croce.

Il giorno seguente Venerdì, Padre Giorgio ufficiò la Santa Messa alla Madonnina e sempre alla stessa ora i fedeli partirono diretti per la Borgata Gorretta.

I portatori della statua erano tutti della Valle Fredda.

La prima sosta fu fatta al Bivio della Borgata Marielli dove Padre Giorgio fece la solita Predica e dopo disse, che quella sera la Valle Fredda era diventata assai calda, per il tanto amore alla Madonna. Il corteo proseguì e fece sosta alla Borgata Mascinetta dove Padre Giorgio fece l’altra Predica. Dopo si continuò e si giunse alla Borgata Gorretta, dove c’erano tante case illuminate, ci si fermò e Padre Giorgio fece un bel  discorso su Santa Maria Goretti, poi si avviarono verso la Madonnina.

Il sabato, dopo la solita Messa, il corteo si diresse verso la Borgata Tognola.

Per portare la statua erano giunti dei ragazzi della Borgata Tognola e Cascine Sparse. La prima sosta del Corteo fu fatta alla Borgata Tognola, poi roseguì verso i Canavai, mente si udiva il suono festoso della campane di Bandita.

Giunti ai Canavai, si fece una sosta e Padre Giorgio fece una bella Predica sul miracolo delle nozze di Cana. Poi si giunse fino alla Chiesetta di Predorso, dopo una piccola sosta si ripartì e si ritornò alla Chiesetta della Madonnina.

Alla domenica alle ore 11 ci fu la Santa Messa officiata da Padre Giorgio con la presenza della Confraternita e la corale di San Rocco. Nel pomeriggio fu detto il Vespro con predica e Benedizione dei Bambini. Poi si partì per la processione finale accompagnati dagli Stendardi e dalla Confraternita al gran completo.

Si giunse alla Chiesa Parrocchiale al Suono delle campane e con tanta gente che gioiva nel vedere l’arrivo della Statua della Madonnina. 

GIORGIO

  

IRENE: Nella mia mente è ben impresso un caro ricordo. In occasione del centenario fu eretto un altare all’angolo di Casalunga, vicino all’Osteria, (nel 1954  all’angolo di Casalunga vi era un’Osteria); mi misero sopra in alto vestita da 1° Comunione per rappresentare un Angelo.

Tutto era stato organizzato dagli abitanti di Casalunga, la promotrice di questi eventi era Flaminia Benzi in Ravera,  grande benefattrice verso la Chiesetta della Madonnina.

Ricordo i lumini accesi sopra ad ogni davanzale, quei lampioncini erano di carta crespa pieghettata posti ad ogni finestra,  vi erano anche i corredi più preziosi, questi erano esposti  in occasione della Processione che si svolgeva ogni anno nel giorno della Festa del paese.

In quel giorno gli abitanti andavano in processione, dalla Chiesa del paese verso laChiesetta della Madonnina.

Questo ricordo è sempre stato ben impresso nella mia memoria perchè mi sentivo importante, e forse per questo motivo e per quel bel ricordo che io ho sempre desiderato sposarmi nella Chiesetta della Madonnina

... e così avvenne 

Domenico ed io, molti anni dopo, ci sposammo nella Chiesetta della Madonnina

era il 12.10.1968

IRENE