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Bandita
(in dialetto Ra Bandìa), frazione del Comune di Cassinelle (AL),
è un piccolo paese situato al centro del triangolo formato da
Sassello, Ovada e Acqui. Dista un paio di km dal confine con la
Provincia di Genova (Lago di Ortiglieto) e 5 da quella di Savona
(Bric Berton). Per longitudine corrisponde geograficamente alla
località ligure di Varazze-Invrea. Dista dal centro di Genova 35
km in linea d'aria, e una sessantina come distanza stradale
minima.
Il territorio è collinare ma alquanto scosceso e prevalentemente
boschivo e quindi rinomato per la crescita di funghi.
L'altitudine varia dai 500 ai 600 metri, ed è
ovunque superiore a quella del capoluogo Cassinelle
(ufficialmente a m. 387 s.l.m.), separato anche da una
discontinuità dei due nuclei abitati di almeno 4 km.
Il
teritorio banditese è attraversato in tutta la sua lunghezza dal
Rio Meri, |
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torrente dalle acque incontaminate, e di discreta
portata idrica nel suo tratto a valle, affluente dell'Orba.
Dalla Liguria si raggiunge Bandita
attraverso Ovada(da Voltri o via Novi)-Molare-Cassinelle oppure,
meno agevolmente, attraverso
Varazze-Sassello-BricBerton-Piancastagna-Toleto. La stazione
ferroviaria di competenza, a 12 km, è Molare (sulla linea per
Acqui, 48 km da Ge-Brignole), con cui esiste un collegamento a
mezzo autocorriera |
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(il
biglietto si acquista a bordo): 1° treno utile da Genova ore
7,15 e ultima corriera per il ritorno ore 17 circa (oppure al
mattino nei feriali ore 6,50 con arrivo a Ge PP ore 8,15 circa).
Le strade provenienti da Cassinelle e da Ponzone/Sassello
confluiscono in un quadrivio a circa un km dal nucleo di
Bandita, riconoscibile per la chiesetta che vi si affaccia (La
Madonnina); di qui si dipartono una stradina in discesa che va
nell'alta valle del Rio Meri e un ramo di strada che porta in
Paese e lì termina: quindi, stradalmente, Bandita non è paese di
transito, ossia non vi si può passare per caso, bensì "bisogna
andarci apposta". E' infatti perduto l'antico collegamento
stradale (cartine militari IGM) con le Abbasse - ormai
rivisitato solo da ardimentosi ciclocrossisti - ma in compenso è
da anni aperto un passaggio con buona strada sterrata carrabile
verso San Luca, località di Olbicella, in Valle dell'Orba.
A
piedi lungo il Rio Meri da località Bercheria, in poco più di
un'ora si raggiunge la strada provinciale di Olbicella in
direzione Molare. Necessitano di ricognizione gli itinerari che
congiungono la vallata del Meri con la strada sterrata
Olbicella-Piancastagna, che costeggia esternamente tutta la
catena montuosa a S-W di Bandita, fornendo la possibilità di una
visione panoramica dall'alto. Necessita pure di ricognizione la
grotta Xbartsurèra, in località Vairera, che la leggenda
popolare dice essere abitata da gnomi chiamati "xbartsuriöt".
Bandita è dotata di chiesa
parrocchiale (S.Croce),
dove è celebrata la messa ogni domenica. Il patrono locale è S.
Rocco (festeggiato pomposamente il 16 agosto), cui è intitolato
il vicino oratorio. Altri luoghi di devozione sono la già citata
Chiesa della Madonnina (dove è detta messa solennemente l'ultima
domenica di agosto), la chiesa sconsacrata di S. Sebastiano
(pendici Bric di Uvi), la capella campestre in loc. Bercherìa,
l'edicola di S. Antonio in Vallata Gorrini. Notevole richiamo
esercita il famoso Santuario di N.S. delle Rocche, alle pendici
opposte del Bric di Uvi presso Molare, raggiunto anche dalla
corriera per/da Bandita.
Come esercizi commerciali sono
presenti bar e negozio di commestibili con annessa macelleria,
nonché (in direzione Uvi) un falegname.
Il numero di abitanti effettivi del paese, che
raggiunge il suo massimo nel periodo estivo, è difficilmente
quantificabile, in considerazione dei molti emigrati del
dopoguerra che vi ritornano con varia frequenza (soprattutto da
Genova), e dei discendenti di questi, di solito non
anagraficamente residenti. Un utile dato di riferimento è il
numero di abitanti ante-guerra ricavabile dagli Annuari Generali
del Touring Club Italiano: 850-900.
Linguisticamente, in Bandita si
parla un dialetto piemontese orbasco-monferrino non molto
discosto come lessico dalle parlate liguri, immortalato
nell'opera in prosa "Quintulla d'in buratin ch'us ciamova
Pinœts" (trasposizione del "Pinocchio" di Collodi, apparsa sul
sito
www.bandita.it). Controversa è l'origine del toponimo
Bandita: la tradizione popolare lo fa semplicisticamente
risalire a "banditi che si sarebbero ivi rifugiati"; il nome
comune italiano corrispondente fa pensare a bandita nel senso di
"riserva di caccia", sennonché nel luogo non si è mai parlato
italiano fino al sec. XX. Molto più probabile è la connessione
con il termine provenzale "bandide" (contrario di "arribade"),
che indicava il concetto di "liberare gli animali per il
pascolo" (cfr. ital. "allo sbando") e che corrispondeva a un
preciso istituto giuridico (una sorta di diritto di pascolo)
attestato anche in Liguria e Piemonte occidentali. E' da
annoverare una sola altra località detta Bandita, nei dintorni
di Palermo, però nulla ci fa pensare che l'origine del nome sia
comune.
Dal punto di vista climatico,
infine, si registrano limitata piovosità e moderata ventosità,
temperature piuttosto rigide nella stagione invernale e, grazie
alla collocazione montana, un clima temperato in estate, ossia
fresco e asciutto, con punte di calore intenso limitate alle
sole ore pomeridiane. Per ulteriori notizie forniamo il numero
del posto telefonico pubblico presso Bar Ravera: 0143842123
Località: Bandita di Cassinelle
Comune: Cassinelle
Provincia: Alessandria
Regione: Piemonte
Stato: Italia |